
Come potrai leggere anche nell’articolo principe che ho fatto per darti dei consigli utili delle cose da chiedere quando sei alla ricerca di casa (5 cose fondamentali da guardare quando cerchi casa) negli anni ho visto veramente tantissimi appartamenti per tutta una serie di “paletti” che io e il mio compagno ci eravamo imposti nella scelta della casa.
Uno di questi paletti era: “la caldaia deve essere a condensazione oppure non troppo vecchia”.
Ma un anno e mezzo fa, post lock down passato a casa di mia madre con tutta la mia famiglia, completamente sclerati, questo PALETTO FONDAMENTALE lo abbiamo bypassato. Ci è bastato chiedere all’agenzia una foto del libretto per vedere se erano state fatte tutte le manutenzioni e il controllo fumi negli anni, e sembrava tutto a posto, fino a che, dopo un anno dal rogito, ci siamo ritrovati a cambiare la caldaia.
Motivo? anche la caldaia deve essere a norma e io non sapevo nemmeno che dovesse esserlo perchè davo per scontato che se c’è il libretto e la manutenzione fatta fosse tutto ok. Invece non è proprio così. Vediamo brevemente cosa DEVI SAPERE per non accollarti una caldaia che poi dovrai cambiare da li a un anno.
- Chiedi di poter controllare il libretto della caldaia. E non parlo di farsi mandare dall’agenzia una foto o uno screenshot fatto prima del preliminare, ma chiedi di poter visionare tutto il libretto. Se hai già visto la casa diverse volte e sei intenzionato a fare una proposta, questo è un tuo diritto. Potrebbero dirti di no, ovvio ma almeno in quel caso, tu sai che potrebbe esserci qualche problema. Questo libretto, deve necessariamente riportare tutte le manutenzioni fatte da quando è stata istallata, quindi ogni 2 anni deve esserci la data di manutenzione a partire dal giorno in cui è stata montata. Se questo non è stato mai fatto o è stato fatto in 20 anni 4 volte, allora c’è un problema.
- Iscrizione al Catasto degli impianti Termici, in Lombardia detto CURIT . Ogni regione ha il suo, è una banca dati che raccoglie e gestisce i dati relativi a tutti gli impianti termici presenti sul territorio regionale. Ogni caldaia deve essere iscritta a questo Catasto degli impianti anche quelle vecchie. Chi iscrive la caldaia a questo Catasto? il manutentore ha l’obbligo di registrare i dati della manutenzione nel Catasto Unico degli Impianti Termici. Questa operazione, seguita dalla consegna della documentazione cartacea al Comune o alla Provincia, costituisce la certificazione della manutenzione. In Lombardia per esempio su ogni caldaia viene messo un codice QR che ne identifica l’iscrizione, il proprietario della caldaia e quindi l’omologazione. Questa iscrizione è obbligatoria, la caldaia deve essere iscritta.
- La conformità. Quando il manutentore ogni anno fa il controllo dei fumi della caldaia, oltre a scrivere sul libretto la data e il tipo di intervento, rilascia un altro documento, estremamente importante, con tantissime informazioni annesse. Questo foglio (nel mio caso sembra un grosso scontrino) si chiama RAPPORTO DI CONTROLLO TIPO 1A (gruppi termici). Al suo interno vengono riportati i dati identificativi della caldaia e tanti altri dati molto importanti che ora vediamo nello specifico.
- DATI IDENTIFICATIVI qui indica tutto quello che riguarda il proprietario della caldaia, dov’è stata istallata, chi è l’impresa che fa manutenzione e la “targa” dell’impianto.
- DOCUMENTAZIONE TECNICA questa parte è estremamente importante perchè bisogna mettere un flag su 4 informazioni : 1. dichiarazione di conformità; 2. libretto impiant; 3. libretto usto manutenzione generatore; 4. libretto completo in tutte le sue parti. Attenzione se manca il flag sull.1 perchè se manca la conformità la caldaia non potrebbe nemmeno essere accesa e un domani, un eventuale manutentore potrebbe segnalarlo al Comune. Quindi nel caso la Dichiarazione di Conformità non sia reperibile, è possibile sostituirla con una Dichiarazione di Rispondenza detta “DIRI” (fac-simile Diri) solo se gli impianti sono stati realizzati prima dell’entrata in vigore del DM 37/08. La dichiarazione viene resa da un tecnico abilitato come un’impiantista o dal responsabile tecnico di un’impresa abilitata che esercita da almeno 5 anni. La dichiarazione deve essere supportata da accertamenti e sopralluoghi atti a verificare la effettiva rispondenza dell’impianto alla normativa. Un impianto realizzato dopo il 2008 senza Dichiarazione di Conformità non può essere “sanato” con una Dichiarazione di Rispondenza perché il “DiRi” può essere prodotto solo per impianti precedenti. Bisogna in questi casi rimettere mano all’impianto e redigere un nuovo DiCo. La Dichiarazione di Conformità (DiCo) può essere rilasciata solo dall’impresa che ha installato l’impianto.
- TRATTAMENTO DELL’ACQUA dove c’è scritto la durezza, se c’è addolcitore etc
- CONTROLLO DELL’IMPIANTO quindi dov’è ubicata se all’interno o all’esterno che tipo di sistema di regolazione della temperatura c’è, se ci sono perdite visibili etc
- CONTROLLO E VERIFICA ENERGETICA DEL GRUPPO TERMICO GT imporatnte perchè viene scritto il modello della caldaia oltre ai kw (che ho scoperto sono utili in quanto quando cambi caldaia non serve una potenza superiore a mq della tua casa, ovvero 70mq va bene una caldaia di potenza 26kw).
- CHECK LIST
- OSSERVAZIONI in questo punto in teoria non dovrebbe esserci scritto niente ma se c’è scritto: dichiarazione di conformità non controllabile allora CAMPANELLO DI ALLARME.
- PRESCRIZIONI anche qui non dovrebbe esserci scritto nulla ma se nelle osservazioni ovviamente c’era scritto qualcosa una conseguenza sarà che qui verrà inserito cosa fare: ad es. “in attesa di questi interventi l’impianto non può essere messo in funzione”. (OMG CAMPANILE IN ALLARME!!!!)
In conclusione, il problema principale per la questione caldaia non è che sia a condensazione o meno, beh se è stata istallata a condensazione dal precedente proprietario MEGLIO! ma se non fosse cosi, controlla bene tutta la documentazione annessa, perchè altrimenti rischi di doverla cambiare con una spesa non indifferente.
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